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Partito Socialista Operaio Spagnolo
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Il mwowPartito Socialista Operaio Spagnolo (mwpain spagnolo mwpqPartido Socialista Obrero Español), ufficialmente abbreviato in mwpgPSOE (pronunciato /peˈsoe/), è un mwqapartito politico della mwqqSpagna, fondato nel 1879 da mwqgPablo Iglesias Posse. È membro del mwqwPartito del Socialismo Europeo e dell'mwraInternazionale Socialista.
Il suo segretario, mwrgPedro Sánchez, è il mwrwPresidente del Governo di Spagna dal 2018.
Contents
• Storia
• Origini
• Simboli
• Note
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Storia
Origini
Il PSOE fu fondato clandestinamente nella taverna di Madrid mwuaCasa Labra il 2 maggio del 1879 da un nucleo di venticinque intellettuali e operai, principalmente mwugtipografi, capitanati da mwuwPablo Iglesias Posse, e di medici, come mwvaJaime Vera. Si tratta quindi del secondo più antico partito spagnolo, superato solo dal mwvqPartito Carlista, fondato nel 1833, sebbene questo partito non abbia nessuna rappresentatività oggigiorno.
Il primo programma del nuovo partito fu approvato in un'assemblea di quaranta persone il 20 luglio dello stesso anno. Come partito operaio e di classe, il PSOE aderì alla mwvwSeconda Internazionale che raggruppava i partiti socialisti marxisti prima di collassare con la mwwaprima guerra mondiale.
Il PSOE fu il secondo partito socialista e operaio del mondo (solo il mwwgPartito Socialdemocratico di Germania-SPD venne fondato prima) e celebrò il suo primo Congresso a mwwwBarcellona nel 1888, anche se non ottenne una rappresentanza parlamentare fino all'8 maggio 1910, quando lmwxa'mwxqAlleanza Repubblicano-Socialista permise a mwxgPablo Iglesias Posse di ottenere mwxw40 899 voti e il titolo di deputato. Fu rieletto nel 1914, alla vigilia dell'assassinio di mwyaJean Jaurès, con mwyq21 956 suffragi, questa volta presentandosi ad mwygOviedo. Il 9 aprile 1916 riconquistò il seggio con mwyw18 054 voti. Il 24 febbraio 1918 Iglesias ottenne mwza27 694 che permisero per la prima volta di eleggere anche altri socialisti: mwzqJulián Besteiro, Andrés Saborit, mwzwFrancisco Largo Caballero, Daniel Anguiano e mwaqIndalecio Prieto, già perseguiti nel 1917 per aver partecipato a uno sciopero generale rivoluzionario.
È stato presente nella vita pubblica spagnola fin dai suoi inizi, partecipando direttamente alla lotta rivoluzionaria contro il regime della Restaurazione, anche durante lo sciopero dei ferrovieri del 1917 soffocato nel sangue a Vizcaya, Asturias e Madrid.
La crisi delle Internazionali
Come tutti i partiti socialisti europei, il PSOE fu colpito dalla cosiddetta mwbqcrisi delle Internazionali che separò comunisti e socialisti in partiti differenti e contrapposti. Nel 1919 il Congresso del PSOE elaborò la possibilità di abbandonare la mwbgSeconda Internazionale (socialista) ed entrare nella nuova mwbwInternazionale Comunista, anche detta Terza Internazionale, capeggiata dal mwcaPartito Comunista dell'Unione Sovietica.
Data la divisione esistente tra i delegati, il Congresso stabilì di rimandare la decisione a dopo la riunione della Seconda Internazionale. Ma la Federazione della Gioventù Socialista - ramo giovanile che raggruppava gli elementi più radicali del Partito - si scisse dal PSOE, aderì alla Terza Internazionale e nel 1920 costituì il mwcwPartito Comunista di Spagna.
Nello stesso anno un nuovo Congresso Straordinario approvò l'ingresso condizionato del PSOE nella Terza Internazionale e, per tastare il terreno, inviò in mwdqUnione Sovietica una delegazione formata da mwdgFernando de los Ríos e Daniel Anguiano. De los Ríos si opponeva all'assorbimento del PSOE nell'orbita comunista, mentre Anguiano era favorevole. Dal canto suo l'mweaInternazionale Comunista rifiutò le condizioni poste dal PSOE per l'ingresso e gli impose invece di accettare le proprie 21 Condizioni. In questo contesto, il Partito decise durante un Congresso Straordinario di tenersi a margine della Terza Internazionale. Il PSOE si unì, infine, nel 1921, insieme ad altri partiti socialisti, all'mwegInternazionale di Vienna.
La minoranza, della quale faceva parte la nuova mwfaFederazione Nazionale delle Gioventù Socialiste, favorevole ad entrare senza timori nel mwfqKomintern, annunciò la sua scissione dal PSOE e la fondazione del mwfgPartito Comunista Operaio Spagnolo, che s'unì al mwfwPartito Comunista di Spagna formando il nuovo mwgaPartito Comunista di Spagna, unico partito spagnolo che aderì al Komintern nel 1921.
La dittatura di Primo de Rivera e la Seconda Repubblica Spagnola
Il PSOE fu l'unico partito a non essere sciolto durante la dittatura del Generale mwhwMiguel Primo de Rivera, finché il 13 settembre 1923 il presidente del Partito e della Unione Generale dei Lavoratori (UGT) mwiaPablo Iglesias Posse firmò il manifesto contro la dittatura. Il sindacato si spaccò: da un lato Largo Caballero e Saborit erano favorevoli ad una certa collaborazione col regime che permettesse al sindacato di funzionare; dall'altro Indalecio Prieto e mwiqFernando de los Ríos erano profondamente contrari. Prieto si dimise dalla Commissione Esecutiva. Largo Caballero invece fu nominato Consigliere di Stato di Primo de Rivera.
Dopo il crollo della dittatura primoriverista, il PSOE deliberò - non senza gravi tensioni interne - di collaborare con i gruppi repubblicani borghesi nella cospirazione contro la screditata monarchia di mwiwAlfonso XIII. Questa collaborazione si concretizzò con la partecipazione del socialista mwjaIndalecio Prieto al Patto di San Sebastiano, col quale i gruppi di opposizione borghese alla Corona (repubblicani radicali, Azione Repubblicana, radical-socialisti, repubblicani federali, catalani..) elaborarono un programma comune per abbattere il Re ed instaurare in Spagna un regime democratico e repubblicano.
Dopo le elezioni comunali del 12 aprile del 1931, nelle quali le candidature repubblicane ottennero trionfi schiaccianti nei principali nuclei urbani del paese (Madrid, Barcellona, Valencia, Saragozza, Guadalajara, Teruel, Cuenca, "'mwkain una parola, in tutte le città della Spagna tranne quattro", per dirla come il conte di mwkqRomanones); la Corona fu molto indebolita e crebbe invece la pressione popolare a favore della Repubblica. Infatti il Re scappò in Francia e fu proclamata la mwkgSeconda Repubblica Spagnola in tutto il paese. Il mwkwComitato Provvisorio repubblicano si fece carico del governo e convocò le elezioni per l'Assemblea Costituente.
In tale assemblea il PSOE ottenne 117 rappresentanti, divenendo anche la principale forza di minoranza alla Camera e partecipando regolarmente ai governi repubblicani di mwlqManuel Azaña: prima quello di solidarietà nazionale, e poi come parte integrante della coalizione che comprendeva anche i repubblicani di sinistra dell'Azione Repubblicana e altri gruppi minoritari.
Tale situazione permase per tutta la durata del Primo Biennio (1931-1933). Dopo le elezioni del 1933, le forze della sinistra abbandonarono il governo e furono sostituite da un esecutivo minoritario e radicale, appoggiato dalla mwmqCEDA. Nel corso di questa fase, conosciuta come Biennio Radical-cedista o Biennio Nero, il PSOE si estraniò lentamente dalle istituzioni democratiche. Numerosi ed influenti dirigenti del Partito - come mwmgFrancisco Largo Caballero e mwmwIndalecio Prieto (che più tardi considerò quell'episodio uno dei più gravi errori suoi propri e del socialismo) si imbarcarono in un movimento scioperatisco-insurrezionale che sfociò nella cosiddetta Rivoluzione del 1934, fallita praticamente in tutto il Paese tranne che in mwnqCatalogna (dove il presidente della mwngGeneralitat Companys sfidò l'ordine costituzionale proclamando uno mwnwStato catalano all'interno di un'inesistente mwoaRepubblica Federale Spagnola, cosa che costò a lui l'immediato arresto da parte delle Forze Armate della Repubblica e ai catalani la sospensione dell'autonomia da parte del governo radicale) ed nelle mwoqAsturie, dove l'esperienza rivoluzionaria sopravvisse vari mesi prima d'essere stroncata dalle truppe governative comandate dal generale mwogFranco.
Alla repressione governativa dello sciopero seguì un incremento della tensione sociale e una polarizzazione delle destre e delle sinistre che non si arrestò fino allo scoppio della mwpaguerra civile spagnola. In mezzo a tale spirale di agitazione e violenza crescente, il PSOE si integrò nella coalizione del mwpqFronte Popolare, che raggruppò tutte le sinistre (socialisti, radical-socialisti, repubblicani di sinistra, comunisti, anarchici, repubblicani catanali..) e che ottenne nelle elezioni del 1936 una risicata vittoria contro le forze della destra. Largo Caballero (il mwpgLenin spagnolo) fu nominato capo del governo in sostituzione di mwpwSantiago Casares Quiroga, ma dopo il golpe del 18 luglio del 1936 di socialismo al governo non si parlò più per decenni.
Il PSOE durante la guerra civile e il franchismo
Il PSOE fu messo fuori legge da un editto franchista durante la guerra civile, come tutti i maggiori partiti e le organizzazioni politiche ad eccezione di quelli componenti il cosiddetto mwqgmwqwMovimiento Nacional (il partito unico) e il suo mwrasindacato verticale, la Centrale Nazionale Sindacalista.
Nel 1942 si riorganizzò, dentro le prigioni e nei campi di concentramento, con 300 comitati. Nel 1944 si formò la prima Commissione Esecutiva. I primi sei esecutivi interni furono smantellati dalla polizia e i suoi dirigenti furono tutti incarcerati. Nel 1952 venne assassinato il Presidente Tomás Centeno nella sede della Direzione Generale di Sicurezza, oggi sede del governo del Comune di Madrid.
Molti socialisti rimasero in esilio durante la dittatura franchista, come mwsqRodolfo Llopis, che dopo la guerra civile andò in esilio in mwsgFrancia, fu leader del partito in esilio dal 1944 al 1974 e nel 1947 fu eletto presidente della Seconda Repubblica Spagnola in esilio. Nel PSOE difese la classe dirigente all'estero nei confronti dei militanti rimasti in Spagna, guidati da mwswFelipe González. In Spagna, il PSOE compì un'attività clandestina molto inferiore a quella del mwtaPartito Comunista di Spagna.
Dopo la transizione democratica
Il rinnovamento ideologico e politico iniziato nei primi anni sessanta e culminato nel congresso di mwuwSuresnes del 1974, capeggiato da mwvaFelipe González e da una nuova generazione di socialisti con l'appoggio e la solidarietà dell'mwvqInternazionale Socialista, mise il PSOE nelle condizioni di essere protagonista attivo della transizione e di risultare una forza determinante nelle prime elezioni democratiche del 1977. Il consenso ottenuto dai socialisti e da chi proponeva un processo materialmente costituente fece soccombere le ipotesi di una semplice, blanda riforma delle istituzioni del regime. Grazie ad alcune dolorose rinunce ideologiche - come la tradizione repubblicana - il PSOE ha contribuito in maniera decisiva alla creazione della mwvgCostituzione spagnola del 1978. Benché politicamente all'opposizione, ha poi cooperato convintamente all'attuazione della Carta Costituzionale. Tale linea non ha impedito l'esercizio di una politica di opposizione estremamente aspra contro il governo dell'mwvwUnione del Centro Democratico di mwwaAdolfo Suárez, che governava grazie a una maggioranza semplice. È di questo periodo la campagna - parlamentare ed extraparlamente - del PSOE contro l'ingresso della Spagna nella mwwqNATO.
Parallelamente al processo costituente e ai primi passi delle istituzioni democratiche, cresceva in seno alla sinistra una complessa battaglia per l'egemonia ideologica e politica. I contendenti erano il PSOE e mwwwPartito Comunista di Spagna, principale forza dell'opposizione antifranchista. Al tempo stesso il PSOE tentava d'egemonizzare l'area socialista, frammentata in piccole organizzazioni come il Partito Socialista Popolare di Enrique Tierno Galvan, il Partito Socialista Andaluso e i gruppi socialisti di mwxgCatalogna. Dopo le prime elezioni democratiche il PSOE si confermò la prima forza della sinistra; una sconfitta storica per il mwxwPartito Comunista di Spagna. Dall'altra parte i processi di mwyaunità socialista si conclusero con la confluenza del PSP nel PSOE e con l'unificazione del socialismo catalano nel nuovo PSC federato col PSOE. Alla fine degli anni settanta del 1900, la leadership del PSOE nel socialismo e nella sinistra spagnola era ormai indiscutibile.
Nel XXVIII Congresso Federale celebrato nel maggio del 1979, Felipe González propose l'abbandono del marxismo. La proposta fu bocciata. González si dimise allora da Segretario Generale del Partito. Fu nominata una Gestione provvisoria e fu convocato un Congresso Straordinario. Tale Congresso si svolse il 28 settembre dello stesso anno. Felipe González fu rieletto con un'ampia maggioranza e le tesi marxiste furono definitivamente abbandonate.
Dopo il mwyw23-F ed il processo di frammentazione interna dell'UCD, il PSOE rafforzò le sue posizioni come alternativa di governo. Così, nelle Elezioni Generali anticipate del 28 ottobre 1982, dopo una parentesi di mezzo secolo il PSOE ritornò al governo, ottenendo una vittoria storica con più di 10 milioni di voti (48,7%) e 202 seggi parlamentari.
I governi di Felipe González (1982-1996)
Il PSOE ottenne la fiducia degli spagnoli in quattro elezioni generali consecutive, nel 1982, 1986, 1989 e 1993, le prime tre volte con mwzgmaggioranza assoluta, arrivando a governare per quasi quattordici anni di seguito. Nel corso di questo lungo periodo gestì un immenso capitale politico (tra comuni, comunità autonome, governo nazionale, Europarlamento e Commissione Europea) che gli permise di trasformare il paese in molti campi diversi. Allo stesso tempo, la concentrazione di un potere tanto ampio nel PSOE favorì l'insorgere di fenomeni di clientelismo, nepotismo e corruzione che minarono la fiducia degli spagnoli nel progetto politico socialista.
Dopo la schiacciante vittoria del 1982, il PSOE beneficiò del frazionamento dell'estinta UCD per inglobare i settori più socialdemocratici della coalizione centrista. Tra questi va ricordato Francisco Fernández Ordóñez che, insieme al suo piccolo Partito d'Azione Democratica, s'unì al socialismo spagnolo sin dal 1982. Fernández Ordóñez ricoprì successivamente un ruolo di primo piano nei governi socialisti, nei quali fu Ministro degli Esteri dal 1985 al 1992.
Nessuno dei ministri designati da Felipe González per i suoi gabinetti era un militare. I suoi governi avanzarono sulla strada della stabilità democratica, contrastando tentativi di golpe come quello tentato nel 1981; consolidarono definitivamente l'egemonia del potere civile su quello militare; completarono il processo - già cominciato dall'mw1wUnione del Centro Democratico - di integrazione della Spagna nell'mw2aUnione europea fino alla firma del trattato di adesione alla CEE del primo gennaio 1986; conseguirono ampio rispetto internazionale; rafforzarono i collegamenti con l'America Latina ed il mw2qMaghreb; ampliarono la partecipazione della Spagna nella mw2gNATO; diedero impulso al modello politico di Stato Autonomista; resero effettivo il riconoscimento dei diritti civili; posero le basi dello mw2wStato sociale che era già da decenni una realtà in tutti gli altri paesi avanzati; modernizzarono l'economia, spesso a costo di dolorose riforme e gravi tensioni con i lavoratori; proseguirono nello sviluppo delle infrastrutture; generalizzarono il diritto alla pensione, istituendo quelle non contributive; universalizzarono la sanità; regolarono la produzione agricola e adattarono l'industria ai parametri della Comunità Europea; ampliarono gli mw3aammortizzatori sociali; generarono un'embrionale coscienza ambientale; riformarono l'istruzione attraverso la legge per il Diritto allo Studio (LODE), la Riforma dell'Università (LRU) e quella Generale del Sistema Educativo (LOGSE), introducendo il modello comprensivo, ampliando l'istruzione obbligatoria fino ai 16 anni e rafforzando l'autonomia degli atenei; avviarono infine politiche di equità sociale
Il modello sviluppato dal PSOE a partire dal 1982 e per quasi un decennio e mezzo non rispondeva al progetto socialista tradizionale, visto che diede risposta a molte necessità di grandi e piccoli capitalisti. La politica economica dei primi anni, dovendo far fronte alla gravissima crisi economica internazionale, dovette imporre dure riconversioni industriali in svariati settori produttivi. Ciò causò aspri scontri fra il governo socialista e suo sindacato gemello, l'Unione Generale dei Lavoratori. Tali divergenze culminarono nell'appoggio del sindacato socialista allo sciopero generale del 1988 e alle dimissioni del leader dell'UGT Nicolás Redondo dall'esecutivo del PSOE. Entrambi gli episodi furono emblematici della rottura dell'unità del movimento socialista e della separazione tra il Partito e il Sindacato fondati da mw3wPablo Iglesias Posse.
Un'altra delle decisioni più controverse che generaro le maggiori tensioni nella sinistra spagnola fu la permanenza del paese nella mw6aNATO. Benché in origine il PSOE si fosse opposto all'adesione, una volta al governo la maggior parte dei suoi dirigenti cominciò ad appoggiarla. Sul tema fu indetto nel 1986 un referendum controverso (alcuni criticarono la scelta governativa di non usare nel quesito la parola mw6qOTAN (cioè NATO in spagnolo), sostituita dall'espressione mw6gAlleanza Atlantica). Tanto il governo quanto il partito s'espressero per la permanenza nell'organizzazione e vinsero, ma l'episodio generò profonde spaccature in seno al socialismo spagnolo. Infatti, lo stesso anno del referendum, il PSOE subì la diserzione di parecchi dirigenti e militanti che s'opponevano alla svolta mw6watlantista di mw7aFelipe González, che confluirono nella nuova coalizione di mw7qIzquierda Unida polarizzata attorno al mw7gPartito Comunista di Spagna. Il simbolo più plastico di tale complessa svolta fu mw7wJavier Solana: dopo aver svolto una campagna contro la NATO quando il PSOE era all'opposizione, venne nominato Segretario Generale dell'organizzazione nel 1996.
La nascita di Izquierda Unida causò un certo indebolimento del Partito, soprattutto nella sua ala sinistra. Ma nel 1991 confluì nel PSOE il piccolo Partito dei lavoratori di Spagna-Unità Comunista, nato da una scissione dal mw8gPCE dopo la destituzione di mw8wSantiago Carrillo da segretario generale, e infine convertito nella corrente d'opinione mw9aUnidad de la Izquierda in seno al socialismo.
Durante questi anni, i funzionari, le sedi e persino alcuni militanti della base del PSOE e del mw9gPartito Popolare furono obiettivo delle organizzazioni terroriste basche mw9wEuskadi Ta Askatasuna, Commando Autonomi Anticapitalisti e gruppi affini. D'altro canto varie alte cariche del PSOE (e tra queste ministri, Segretari di Stato e altri responsabili di governo) furono condannate come responsabili del finanziamento e della direzione del mw-qterrorismo di Stato dei Gruppi Antiterroristi di Liberazione, nonché di appropriazione indebita del denaro pubblico destinato alla lotta legale contro questo tipo di delinquenza.
Tutti questi scandali, uniti alla crisi economica del 1993 e ad altri episodi di corruzione (il caso delle presunte influenze di cui fu accusato Juan Guerra, fratello del vicepresidente del Governo mw-aAlfonso Guerra; il caso Ibercorp in cui era implicato il governatore della Banca di Spagna Mariano Rubio; il caso del Direttore Generale della Guardia Civile Luis Roldán e di altre irregolarità nella gestione delle infrastrutture e dei ricorsi pubblici), corrosero la popolarità di mw-wFelipe González e la credibilità del suo governo. Tale disgusto, unito all'esaurimento di un progetto sviluppato per oltre 14 anni e alla dura opposizione del mwaqaPartito Popolare propiziarono la disfatta nel 1996 del PSOE nelle elezioni generali. Il PP conquistò finalmente il potere e relegò il PSOE all'opposizione.
Il passaggio all'opposizione e la vittoria socialista del 2004 e del 2008
Nel XXXIV Congresso del Partito, celebrato a Madrid tra il 20 e il 22 giugno del 1997, Felipe González rinunciò alla direzione e venne sostituito nella Segreteria Generale da mwaqcJoaquín Almunia.
Benché superato dal PP nelle elezioni generali, il PSOE ha continuato ad essere un partito di grande influenza, al governo in varie comunità autonome e numerosi comuni. In più, una volta all'opposizione, ha cominciato a riavvicinanrsi all'Unione Generale dei Lavoratori e a collaborare con altri sindacati, organizzazioni non governative e associazioni pacifiste e di sinistra in svariate campagne.
Il PSOE ha continuato anche ad essere obiettivo dell'mwaq8Euskadi Ta Askatasuna.
Quanto all'organizzazione interna, il Partito ha adottato la norma di presentare liste paritarie, composte da donne e uomini in egual numero, e ha cominciato ad organizzare elezioni primarie a suffragio diretto di tutti gli iscritti per scegliere i capolista da candidare alle elezioni. Ciò l'ha aiutato mediaticamente durante le pre-campagne elettorali. Nelle primarie del 24 aprile 1998 per le elezioni del 2000, si presentarono mwareJoaquín Almunia e mwariJosep Borrell. L'eletto, col 55% dei voti, fu mwarmJosep Borrell, che però finì per rinunciare in favore di Almunia.
Dopo le elezioni generali, vinte dal Partito Popolare a maggioranza assoluta, Almunia fu costretto a dimettersi. Nel congresso del Partito celebrato nell'estate del 2000 fu eletto segretario generale l'allora sconosciuto mwaruJosé Luis Rodríguez Zapatero, con grande disdetta di altri candidati più celebri.
Nel 2004 il PSOE, con José Luis Rodríguez Zapatero come candidato, vinse le elezioni generali a maggioranza semplice, tre giorni dopo gli mwarcattentati dell'11 marzo 2004, con più di 11 milioni di voti. Con l'appoggio degli altri partiti, Zapatero fu nominato capo del governo. Ne è sorto il primo governo paritario della storia della Spagna, composto in egual misura da uomini e donne. Per la prima volta una donna ha avuto accesso alla carica di vicepresidente del governo, che svolge le funzioni di presidente quando questi non è in patria.
Nel luglio del 2004 fu celebrato il XXXVI Congresso Federale, che quasi all'unanimità ha rieletto Zapatero mwarksegretario generale.
Alle elezioni generali del 2008, il PSOE ottenne il 43,9% dei consensi e 169 seggi, confermandosi alla guida del paese con il secondo governo Zapatero. La forte crisi economico-finanziaria che colpì, però, i paesi occidentali a partire dal 2008 causò un forte calo di consensi verso Zapatero e portò il paese alle elezioni anticipate nel novembre 2011.
La sconfitta alle elezioni del 2011
Alle nuove elezioni il PSOE fu guidato dal mwar0Alfredo Pérez Rubalcaba ex Ministro degli Interni. Il PSOE ottenne uno dei peggiori risultati della sua storia, conseguendo solo il 28,7% dei voti (- 15,2%) e 110 deputati, contro i 169 precedenti e i 185 del mwar4PP, che ha maggioranza assoluta del parlamento con meno voti di quelli raccolti dal PSOE nel 2008.
Rubalcaba segretario 2012-2014
Nel febbraio 2012 finisce l'era Zapatero con l'elezione a segretario generale di mwaseAlfredo Pérez Rubalcaba che ottiene, al XXXVII Congresso federale, 487 voti contro 465 preferenze per mwasiCarme Chacón Piqueras.
Dopo lo scarso rendimento del PSOE alle elezioni europee del 2014, Pérez Rubalcaba ha annunciato le sue dimissioni. Pochi giorni dopo è stato annunciato che il nuovo segretario generale sarà eletto, con il metodo delle primarie, dal voto diretto tra i membri e approvato in un congresso straordinario che si terrà durante il mese di luglio.
Le prime elezioni primarie e l'elezione di Pedro Sánchez
Il 13 luglio 2014 si sono svolte, per la prima volta nella storia del partito, le elezioni primarie per la scelta del segretario generale, aventi diritto al voto erano gli iscritti al partito. La competizione elettorale è stata vinta da mwasyPedro Sánchez con il 49% dei consensi, elezione che poi è stata ratificata il 26 luglio 2014 al congresso straordinario di Madrid.
Le elezioni del 2015 e del 2016, le dimissioni e la seguente rielezione di Pedro Sánchez
Alle mwas4Elezioni generali del 20 dicembre 2015 il PSOE guidato da mwas8Sánchez ha ottenuto il 22% dei voti, superato dal mwataPartito Popolare del mwateCapo del Governo uscente mwatiMariano Rajoy, che ha ottenuto, con il 28,72% anche il premio di maggioranza e l'incarico di formare il Governo. Il terzo partito è stato mwatmPodemos, con il 20,68%, presentatosi per la prima volta alle elezioni del mwatqParlamento. mwatuMariano Rajoy, non fu nelle condizioni di ottenere la maggioranza assoluta necessaria all'investitura per l'opposizione del PSOE, di mwatyPodemos e di mwatcCiudadanos (nuovo partito anticasta di mwatgcentrodestra), e proprio il Segretario Socialista mwatkSánchez fu il secondo a cercare l'appoggio parlamentare per un nuovo Governo alternativo al mwatoPP, che ottenne il sostegno di mwatsCiudadanos ma non di mwatwPodemos, senza ottenere la maggioranza. La mwat0Spagna è tornata quindi alle urne nel mwat4giugno 2016, con risultati elettorali simili a quelli di sei mesi prima, con un rafforzamento del mwat8Partito Popolare al 33% e con una modesta crescita di mwauaPodemos determinata dalla coalizione "Unidos Podemos" formata con mwaueSinistra Unita, mwauiEn Marea, Equo, Compromìs ed altri soggetti politici a carattere locale. Fu quindi sempre mwaumMariano Rajoy a tentare la formazione del Governo, ottenendo il sostegno di Ciudadanos (che era uscito indebolito dalle nuove elezioni, perdendo 8 seggi). L'aperta contrarietà del Partito Socialista ha fatto sì che mwauqRajoy non avesse i numeri per governare, ma la minaccia di nuove elezioni a Natale 2016 e lo schiacciamento del PSOE su posizioni simili a quelle di mwauuPodemos, hanno portato buona parte dei "barones" del Partito Socialista, guidati da quelli mwauyandalusi, a mettere in discussione la leadership del Segretario per favorire l'astensione del PSOE alla successiva votazione di investitura per permettere a mwaucRajoy di formare il Governo. mwaugSánchez per rispondere a tale situazione propose, il 1º ottobre, nuove primarie per l'elezione del Segretario, e la maggioranza dei membri dell'Esecutivo Federale si è dimessa in aperta opposizione alla proposta. Il giorno successivo mwaukPedro Sánchez si è dimesso da Segretario del Partito Socialista quando il Comitato Federale ha respinto a maggioranza la sua proposta. Attualmente non è stato ancora eletto un nuovo Segretario, ma Javier Fernández, Presidente delle mwauoAsturie, ricopre l'incarico di Presidente della Commissione di gestione del PSOE.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]
Il 29 ottobre il gruppo parlamentare socialista (ad eccezione dei deputati del Partito Socialista mwavqCatalano e di 8 fedelissimi dell'ex segretario mwavuSanchez) si è astenuto durante la votazione di investitura del mwavySecondo Governo Rajoy, che dunque ha ottenuto la maggioranza grazie al voto favorevole di mwavcPartito Popolare e mwavgCiudadanos, con la contrarietà di mwavkPodemos e mwavoIzquierda Unida. A seguito della votazione, mwavsSanchez ha annunciato le proprie dimissioni da deputato e lanciato la propria nuova campagna per la segreteria del PSOE. mwavwPedro Sanchez ha dichiarato di non aver avuto la possibilità di proporsi all'investitura cercando una maggioranza di mwav0Sinistra a causa di intimidazioni provenienti da gruppi centrali del mondo economico e della comunicazione spagnola.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]
Il 21 maggio 2017 Sánchez si ricandida come segretario e viene rieletto con il 50,03% dei voti, insediandosi nuovamente il successivo 18 giugno.
Il ritorno al governo
Il 31 maggio 2018 il segretario Sanchez presenta al Congresso dei Deputati una mozione di sfiducia contro il premier mwaxeMariano Rajoy a seguito del coinvolgimento del partito del premier in una serie di finanziamenti illeciti e di manipolazione di appalti pubblici, autonomi e locali che ha portato alla condanna di 29 persone, tra cui l'ex tesoriere del mwaxiPartito Popolare Luis Bárcenas. La mozione venne approvata il 1º giugno con 180 voti a favore, 169 contrari e 1 astensione. A sostegno della mozione di sfiducia, oltre al PSOE, si schierarono anche mwaxqPodemos, il mwaxuPartito Nazionalista Basco, i mwaxyPaesi Baschi Uniti, la mwaxcSinistra Catalana, il mwaxgPartito Democratico Europeo Catalano, i mwaxkCompromís e alcuni deputati di formazioni regionali; si schierarono contro invece lo stesso mwaxoPartito Popolare e mwaxsCiudadanos mentre si astenne l'unico deputato di Coalición Canaria. Il presidente Rajoy, preso atto della sfiducia, rassegna le dimissioni il giorno stesso e gli succede immediatamente il leader Sanchez, riportando il PSOE al potere dopo quasi sette anni di governo di centro-destracite-ref-20[20].
Alle elezioni generali dell'aprile 2019 sono il primo partito con il 28,67% e 123 seggi, confermando il risultato a quelle del novembre successivo il 28,0% con 120 seggi.
Le elezioni anticipate del luglio 2023 e il Sanchez III
Le complesse elezioni del luglio 2023
In seguito alla vittoria netta del mwayqPartito Popolare alle elezioni locali di fine maggio 2023, Pedro Sanchez annuncia le dimissioni del Governo da lui guidato e l'anticipazione delle mwayuelezioni generali al 23 luglio 2023cite-ref-21[21]. Il PSOE, contrariamente alle aspettative, aumenta il numero di voti e di seggi ottenuti al mwayoCongresso dei Deputati (+2 rispetto al 2019). Il partito risulta il secondo più votato, dopo il PP, con il 31,7% delle preferenze e 122 seggicite-ref-22[22]. Il complesso quadro politico formatosi dopo le elezioni ha però negato la possibilità al candidato Presidente del Governo del mway8Partito Popolare (partito vincitore con il 31%) mwazaAlberto Núñez Feijóo di formare il governo (stilando un accordo con gli ultraconservatori di mwazeVox), alla luce dei mancati accordi con i numerosi partiti autonomisti e indipendentisti, arrivando alla votazione della fiducia con un esito di 172 favorevoli e 178 contrari.
Il governo Sanchez III
Il Re di Spagna affida quindi l'incarico di ri-formare il governo al Segretario mwazqPedro Sanchez (Presidente uscente), arrivando, nel mese di novembre mwazu2023 e dopo numerose trattative con i partiti indipendentisti e autonomisti come mwazyJunts per Catalunya, ad approvare il mwazcGoverno Sánchez III con 179 favorevoli e 171 contrari.
Il Sanchez III conta sull'appoggio di diversi partiti oltre al PSOE: è sostenuto infatti da mwazkSumar (partito di sinistra capitanato dalla Vicepresidente e alleata di Sanchez mwazoYolanda Díaz), dagli autonomisti del mwazsPartito Nazionalista Basco, dagli autonomisti di sinistra di mwazwEH Bildu, dagli indipendentisti catalani dell'mwaz0ERC e di mwaz4Junts per Catalunya.
Ideologia
L'ideologia del Partito Socialista Operaio Spagnolo si è evoluta nel tempo:
Modello statale
In contrasto con il centralismo che lo avrebbe caratterizzato nei periodi precedenti, con l'arrivo della transizione PSOE si sarebbe spostato in una posizione più federalista sull'organizzazione dello Stato. Nel Congresso di Suresnes nel 1974, rappresentato da Felipe González e Alfonso Guerra, il partito difese il diritto di auto-determinazione dei popoli formanti dello Stato spagnolo. Attualmente, il PSOE richiede un federalismo asimmetrico, posizionandosi contro il processo sovranista in Catalogna. Durante i governi di mwaamFelipe González il partito è stato caratterizzato dalla sua posizione pro-europa, prendendo in considerazione come chiave l'integrazione in Europa per la modernizzazione economica.
Sono spesso definiti come repubblicani pur sostenendo il consenso costituzionale del 1978. Sono stati criticati per essere contro un referendum dopo l'abdicazione di Juan Carlos I. I presidenti Felipe González e Zapatero si sono posizionati contro una mwaaudemocrazia diretta o partecipativa simile a quella della Svizzera, e contro la revoca del mandato.
Politica economica
Il PSOE è stato fondato con lo scopo di rappresentare e difendere gli interessi della classe operaia emersa con la rivoluzione industriale del XIX secolo. Seguendo la politica filosofica marxista, ha cercato la presa del potere politico da parte della classe operaia e proprietà sociale di instaurare la dittatura del proletariato, in quanto il periodo di transizione verso una società socialista.
Nel 1979 il partito ha definitivamente abbandonato la tesi marxista per mano del suo Segretario Generale Felipe González, non senza superare grandi tensioni e due Congressi, il primo a favore del mantenimento del mwaakmarxismo. In questa situazione, i leader di spicco dell'interno, Pablo Castellano e Luis Gómez Llorente, fondarono la corrente interna mwaawIzquierda Socialista (Sinistra Socialista), che vuole mantenere una maggiore continuità con la tradizione del partito, contro la posizione più "flessibile" ideologicamente che aveva introdotto González nei primi anni della democrazia.
Il periodo politico di governo di Felipe González è stato definito mwaa4socioliberale e più vicino al mwaa8neoliberismo, secondo mwabaJulio Aróstegui. José María Martín Arce ha sottolineato che le politiche attuate dai primi due governi del PSOE "centrista" guidato da Felipe González possono essere classificati come "liberal-progressisti". Un altro gruppo di autori ha sostenuto la caratterizzazione critica della politica economica "neoliberista" di vari i governi di Felipe González.
Diverse fonti sono state attribuite in base al sociale. L'attuale politica del PSOE è stata definita come neoliberista da Vicente Navarro. Alcuni membri del PSOE hanno parlato: José Antonio Perez Tapias, ex candidato alla segreteria generale ha detto, nel 2014, che il PSOE ha dovuto scrollarsi di dosso decenni di "inquinamento neoliberale" e Patxi Lopez, nel 2013, ha detto che, dopo aver perso le elezioni generali nel 2011, "la sinistra ha abdicato per le loro responsabilità di neoliberismo."
Politica sociale
Ha optato per un modello di stato secolare nel 1980, oltre a difendere l'aborto in caso di pericolo per la vita della madre, malformazione fetale e stupro. Negli ultimi anni, il PSOE si è posizionato come favorevole al mwabqmatrimonio omosessuale e ad una legge per l'interruzione volontaria della gravidanza.
Struttura e organizzazione
Il Partito Socialista è radicato in tutta la Spagna. Si divide in federazioni, come per esempio il PSOE-A in Andalucia, il PSM in Madrid o PSE-EE in Euskadi. Il PSC in Catalogna è considerato un "Partito fratello" del PSOE, ma è di fatto come le altre federazioni. In queste federazioni, il PSOE si organizza in "Agrupaciones locales", e c'è una in ogni consiglio; o di più nelle città come Madrid.
Un'organizzazione federale: il Congresso federale
A partire dal Congresso Straordinario del 1979 il PSOE s'è dato una struttura federale. Il massimo organo del Partito è il mwabkCongresso Federale (mwaboCongreso Federal), assemblea di delegati che sceglie il segretario generale e la mwabsCommissione Esecutiva Federale (mwabwComisión Ejecutiva Federal), determina le linee programmatiche, i grandi obiettivi e le direttrici politiche che ispireranno le attività del partito fino al Congresso successivo. Nel Congresso si riuniscono i rappresentanti di tutte le varie federazioni, una per ogni comunità autonoma (tranne nel caso della mwab0Catalogna, dove il PSC è un partito a sua volta federato e non una semplice federazione), più i raggruppamenti di mwab4Ceuta, mwab8Melilla e le federazioni del PSOE in mwacaEuropa e in America. Inoltre partecipano le Organizzazioni Settoriali del PSOE, la corrente federale mwaceIzquierda Socialista (Sinistra Socialista) o mwaciFederación de Mujeres Progresistas (Federazione delle Donne Progressiste). Le Gioventù Socialiste Spagnole partecipano anche come organizzazioni giovanili del partito, anche se sono teoricamente indipendenti dalle strutture del PSOE.
Nel caso richiamato della Catalogna, esiste il mwacuPartito dei Socialisti di Catalogna (mwacyPartit dels Socialistes de Catalunya), fondato il 16 luglio 1978. Esso compone un mwaccgruppo parlamentare nel mwacgCongreso de los Diputados de España, nonostante il PSC sia un partito indipendente dal PSOE, a differenza delle federazioni che il PSOE ha nelle diverse mwackComunità autonome.
La Commissione esecutiva federale (CEF) e il Comitato federale
Il massimo organo federale nel Congresso è il mwacwComitato Federale (mwac0Comité Federal), che si riunisce tre volte all'anno e dirige la politica del Partito, controlla la gestione della mwac4Commissione Esecutiva Federale, approva le liste elettorali nazionali e ha il compito di eleggere il candidato alla Presidenza del Governo, convocare Congressi Federali, Conferenze Politiche o elezioni per designare i candidati (elezioni mwac8primarie).
La mwadeCommissione esecutiva federale (mwadiComisión Ejecutiva Federal) è la direzione federale del Partito. È formata dal presidente, dal segretario generale (vero leader del Partito), dalla segreteria d'Organizzazione (organo creato durante il XXIV Congresso e che ha accumulato da allora un gran potere sulle strutture del Partito), 11 segretari d'area e 18 segretari esecutivi.
Tra i suoi compiti spicca lo sviluppo della strategia e dell'azione politica che il Partito deve svolgere e il coordinamento tra le differenti strutture (gruppi parlamentari, organismi del Partito, federazioni ecc.) del PSOE. La CEF si riunisce quindicinalmente.
Le federazioni del partito
Ogni federazione del PSOE si organizza in maniera autonoma. Nei Congressi regionali si elegge la direzione della federazione, denominata mwadyCommissione Esecutiva Regionale o mwadcNazionale in funzione del territorio. Un funzionamento del genere vige anche per le federazioni provinciali o territoriali di dimensioni inferiori. Sebbene in teoria non sarebbero permesse ingerenze della direzione generale nella vita delle federazioni regionali e dei raggruppamenti locali, di fatto tanto le elezioni dei dirigenti territoriali quanto lo sviluppo delle politiche locali sono allineate alle politiche nazionali.
In caso di conflitto, la mwadkCommissione Esecutiva Federale può destituire la direzione di una federazione e nominare un'amministrazione provvisoria. Il rigido controllo federale sulle liste elettorali, infine, rafforza l'autorità della CEF su tutte le varie federazioni socialiste.
Da questo schema si distanzia il PSC che, non essendo una federazione ma un partito federato, non è formalmente sottoposto all'autorità del mwadssegretario generale, elabora le sue proprie liste ed elegge una direzione autonoma rispetto a quella del PSOE. Per forza di cose, però, è sempre necessaria una certa coordinazione tra i due partiti che, salvo il caso di crisi o grandi divergenze, permetta di armonizzare in maniera soddisfacente le strategie socialiste di tutte le componenti.
Ogni mwad0comunità autonoma spagnola dispone della propria federazione locale. A queste si sommano due ferazioni per le mwad4città autonome di mwad8Ceuta e mwaeaMelilla, e una per gli spagnoli residenti all'estero in altri paesi europei.
| Comunità autonoma | Federazione locale (sigla) | Segretario generale (inizio mandato) | Governo regionale | Governo regionale | Seggi |
|---|---|---|---|---|---|
| Comunità autonoma | Federazione locale (sigla) | Segretario generale (inizio mandato) | Governo | Opposizione | Seggi |
| Andalusia | Partido Socialista Obrero Español de Andalucía ( PSOE-A ) | Juan Espadas Cejas (2021) | | seconda forza parlamentare | 30 / 109 ( 2022 ) |
| Aragona | Partido de los Socialistas de Aragón ( PSOE-Aragón ) | Francisco Javier Lambán Montañés (2012) | | seconda forza parlamentare | 23 / 67 ( 2023 ) |
| Asturie | Federación Socialista Asturiana ( FSA-PSOE ) | Adrián Barbón Rodríguez (2017) | dal 2023 (a capo di una coalizione con CxAst; col sostegno esterno di Podemos ) | | 19 / 45 ( 2023 ) |
| Canarie | Partido Socialista Canario ( PSOE Canarias ) | Ángel Víctor Torres Pérez (2017) | | prima forza parlamentare | 23 / 70 ( 2023 ) |
| Cantabria | Partido Socialista de Cantabria ( PSC-PSOE ) | Pablo Zuloaga Martínez (2017) | | terza forza parlamentare | 8 / 35 ( 2023 ) |
| Castiglia-La Mancia | Partido Socialista de Castilla-la Mancha ( PSCM-PSOE ) | Emiliano García-Page Sánchez (2012) | dal 2015 | | 17 / 33 ( 2023 ) |
| Castiglia e León | Partido Socialista de Castilla y León ( PSOECyL ) | Luis Tudanca Fernández (2014) | | seconda forza parlamentare | 28 / 81 ( 2022 ) |
| Catalogna | ( CA ) Partit dels Socialistes de Catalunya ( PSC ) | Salvador Illa Roca (2021) | | prima forza parlamentare | 33 / 153 ( 2021 ) |
| Comunità Valenciana | ( CA ) Partit Socialista del País Valencià ( ES ) Partido Socialista del País Valenciano ( PSPV–PSOE ) | Ximo Puig (2021) | | seconda forza parlamentare | 31 / 99 ( 2023 ) |
| Estremadura | Partido Socialista Obrero Español de Extremadura ( PSOE Extremadura ) | Guillermo Fernández Vara (2008) | | prima forza parlamentare | 28 / 65 ( 2023 ) |
| Galizia | ( GL ) Partido dos Socialistas de Galicia ( PSdeG-PSOE ) | Valentín González Formoso (2021) | | seconda forza parlamentare | 14 / 75 ( 2020 ) |
| Isole Baleari | ( CA ) Partit Socialista de les Illes Balears ( PSIB-PSOE ) | Francina Armengol (2012) | | seconda forza parlamentare | 18 / 59 ( 2023 ) |
| La Rioja | Partido Socialista Obrero Español de la Rioja ( PSOE La Rioja ) | Concepción Andreu Rodríguez (2021) | | seconda forza parlamentare | 12 / 33 ( 2023 ) |
| Madrid | Partido Socialista Obrero Español de la Comunidad de Madrid ( PSOE-M ) | Juan Lobato Gandarias (2021) | | terza forza parlamentare | 27 / 136 ( 2023 ) |
| Murcia | Partido Socialista de la Región de Murcia ( PSRM-PSOE ) | José Vélez Fernández (2021) | | seconda forza parlamentare | 13 / 45 ( 2023 ) |
| Navarra | ( ES ) Partido Socialista de Navarra ( EU ) Nafarroako Alderdi Sozialista ( PSN-PSOE ) | María Victoria Chivite Navascués (2014) | dal 2023 (a capo di una coalizione con Geroa Bai e Contigo Navarra; col sostegno esterno di Euskal Herria Bildu ) | | 11 / 50 ( 2023 ) |
| Paesi Baschi | ( ES ) Partido Socialista de Euskadi-Euskadiko Ezkerra ( EU ) Euskadiko Alderdi Sozialista – Euskadiko Ezkerra ( PSE-EE (PSOE) ) | Eneko Andueza Lorenzo (2021) | dal 2020 (in una coalizione guidata dal Partito Nazionalista Basco ) | | 10 / 75 ( 2020 ) |
| | | | | | |
| Ceuta | Partido Socialista Obrero Español de Ceuta ( PSOE Ceuta) | Juan Antonio Gutiérrez Torres (2021) | | | 6 / 25 ( 2023 ) |
| Melilla | Partido Socialista Obrero Español de Melilla ( PSOE Melilla ) | Gloria Rojas Ruiz (2014) | | | 30 / 109 ( 2023 ) |
| | | | | | |
| Unione Europea | Partido Socialista Obrero Español de Europa ( PSOE Europa ) | Isabel Báez Lechuga (2018) | | | |
Fondazioni
Come la maggior parte dei grandi partiti spagnoli, anche il PSOE conta diverse fondazioni e organizzazioni affini che svolgono lavoro di ricerca teorica, cooperazione internazionale, documentazione e analisi.
• mwaxeFondazione Jaime Vera. Creata nel 1984, la sua attività si rivolge alla formazione per adulti e alla ricerca sul terreno della sociologia, della politica e dell'economia.
• mwaxmFondazione Pablo Iglesias. Diretta da mwaxqAlfonso Guerra, si occupa di conservare e difendere l'archivio storico e il pensiero socialista.
• mwaxyFondazione Ramón Rubial.
• mwaxgFondazione Sistema. Diretta da mwaxkAlfonso Guerra, pubblica riviste di analisi e pensiero politico, come mwaxoSistema (specializzata in sociologia) o mwaxsTemas para el Debate (analisi e opinioni politiche). Inoltre si occupa di ricerca e pubblicazione di studi e monografie sui differenti temi dell'attualità.
• mwax0Solidaridad Internacional. mwax4ONG che si occupa principalmente delle ragioni ispanoamericana, del Mediterraneo e dell'Africa.
Congressi
Fondazione ed epoca extraparlamentare
• I Congresso (Barcellona, agosto 1888). mwaymPablo Iglesias Posse è eletto presidente del Comitato Nazionale, che si stabilisce a Madrid.
• II Congresso (Bilbao, 1890).
• III Congresso (Valencia, 1892).
• IV Congresso (Madrid, 1894).
• V Congresso (Madrid, 1899).
• VI Congresso (Gijón, 1902).
• VII Congresso (Madrid, 1905).
L'alleanza repubblicano-socialista
• VIII Congresso (Madrid, 1908).
• IX Congresso (Madrid, 1912).
• X Congresso (Madrid, 1915).
• XI Congresso (Madrid, 1918).
La crisi delle Internazionali
• Congresso straordinario (Madrid, 1919). Vista la divisione che l'ipotesi di ingresso nel mwazmKomintern suscita tra i delegati socialisti, il Congresso decide di mantenersi temporaneamente nella Seconda Internazionale con l'intenzione di promuovere la riunificazione delle correnti socialista e comunista.
• Congresso straordinario (Madrid, 1920). Il PSOE decreta l'ingresso nel Komintern e invia una delegazione in mwazuUnione Sovietica formata da mwazyFernando de los Ríos e Daniel Anguiano.
• Congresso straordinario (Madrid, 1921). Il partito rifiuta le 21 Condizioni imposte dall'mwazoInternazionale Comunista per accettare il suo ingresso e aderisce all'mwazsInternazionale di Vienna.
Dalla dittatura di Primo de Rivera alla guerra civile
• XII Congresso (Madrid, luglio 1925). mwaz8Julián Besteiro è eletto presidente della Commissione Esecutiva dopo la morte di mwa0aPablo Iglesias Posse.
• XIII Congresso (Madrid, ottobre 1932). mwa0iFrancisco Largo Caballero lascia la presidenza della Commissione Esecutiva.
In esilio
• XIV Congresso, I in esilio (mwa0yTolosa, settembre 1944). Enrique de Francisco è eletto Presidente della C.E.
• XV Congresso, II in esilio (Tolosa, maggio 1946). Il Partito ratifica la leadership di De Francisco.
• XVI Congresso, III in esilio (Tolosa, marzo 1948). mwa0kIndalecio Prieto si fa carico della C.E.
• XVII Congresso, IV in esilio (Tolosa). Il Partito ratifica Prieto.
• Congresso straordinario (Tolosa, marzo-aprile). Dopo le dimissioni di Prieto, Trifón Gómez è eletto Presidente della C.E.
• XVIII Congresso, V in esilio (Tolosa, agosto 1952). Il Partito rielegge Trifón Gómez a capo della C.E.
• XXIII Congresso, X in esilio (Tolosa, 1967). Si adotta una dichiarazione sulla chiesa nella quale il PSOE apre la porte alla riconciliazione tra mondo cristiano e socialismo.
• XXIV Congresso, XI in esilio (Tolosa, agosto). Si crea la Segreteria dell'Organizzazione, organo centrale nella direzione del Partito, presieduta da José Martínez de Velasco.
• XXV Congresso, XII in esilio (Tolosa, agosto 1972). Cosiddetto mwa1adella rinnovazione. Il Partito si divide tra i socialisti dell'esilio e i nuclei interni, comandati - tra gli altri - da mwa1eFelipe González e Nicolás Redondo.
• XXVI Congresso, XIII in esilio: mwa1u¡Por el socialismo! ¡Por la libertad! (mwa1ySuresnes, ottobre 1974). Felipe González assume la segreteria generale e, con lui, i socialisti in patria si impongono sulla direzione in esilio, capitanata da mwa1cRodolfo Llopis. Quest'ultima si scinde nel cosiddetto mwa1gPSOE (histórico) (in seguito, Partito di Azione Socialista, Pasoc).
La leadership di Felipe González: ascesa e caduta del felipismo
• XXVII Congresso: mwa10Socialismo è libertà (Madrid, dicembre 1976). Primo Congresso celebrato in Spagna dopo la guerra civile. mwa14Felipe González è ratificato segretario generale e mwa18Ramón Rubial Presidente del Partito.
• XXVIII Congresso: mwa2eCostruire in libertà (Madrid, maggio 1979). Il partito rifiuta la proposta del segretario generale di dismettere gli ideali marxisti. Felipe González si dimette e una destione diretta da José Federico de Carvajal s'incarica della direzione fino al successivo Congresso Straordinario.
• Congresso straordinario: mwa2mForgiando il socialismo (Madrid, settembre 1979). Il PSOE rinuncia al mwa2qmarxismo come ideologia ufficiale del Partito, ma lo mantiene come strumento critico e teorico. Ora si definisce come un partito socialista democratico e d'organizzazione federale. Felipe González torna Segretario Generale.
• XXIX Congresso federale: mwa2yRadici per la democrazia (Madrid, ottobre 1981).
• XXX Congresso federale: mwa2gSpagna, compromesso di solidarietà (Madrid, dicembre 1984).
• XXXI Congresso federale: mwa2oVincere il futuro (Madrid, gennaio 1988).
• XXXII Congresso federale: mwa2wIn una nuova società (Madrid, novembre 1990).
• XXXIII Congresso federale: mwa24Un nuovo impulso del socialismo (Madrid, marzo 1994).
• XXXIV Congresso federale: mwa3aLa risposta progressista (Madrid, giugno 1997). mwa3eFelipe González annuncia che non correrà per la rielezione. mwa3iJoaquín Almunia è eletto nuovo Segretario Generale.
Il PSOE fino a José Luis Rodríguez Zapatero
• XXXV Congresso federale: mwa3yL'impulso necessario (Madrid, luglio 2000). mwa3cJosé Luis Rodríguez Zapatero conquista la Segreteria Generale del PSOE e sostituisce così Manuel Chaves, presidente della Commissione Politica che era subentrata dopo le dimissioni di Joaquín Almunia in seguito alla sconfitta elettorale. Chaves diventa Presidente del Partito, in sostituzione del defunto mwa3kRamón Rubial.
• XXXVI Congresso federale: mwa3sLa promessa (Madrid, luglio 2004). Dopo la vittoria socialista nelle elezioni di marzo, il Congresso ratifica José Luis Rodríguez Zapatero e definisce le linee della sua politica, specialmente in ambito territoriale.
L'elezione a segretario di Rubalcaba
• XXXVII Congresso federale: al congresso di mwa38Siviglia tenutosi nel febbraio 2012, mwa4aAlfredo Pérez Rubalcaba viene eletto segretario del partito il 4 febbraio 2012 ottenendo 487 voti contro 465 preferenze per mwa4eCarme Chacón Piqueras; Rubalcaba succede quindi a mwa4iJosé Luis Rodríguez Zapatero rimasto a capo del partito dal 2000 al 2012.
Le primarie e l'elezione di Pedro Sánchez
• Congresso straordinario: Dopo la sconfitta alle elezioni europee 2014 e le dimissioni di Rubalcaba il 13 luglio 2014 si svolgono per la prima volta nella storia del partito le primarie per la scelta del nuovo segretario generale. Vince la competizione elettorale mwa4yPedro Sánchez con il 49% dei voti contro Eduardo Madina e José Antonio Pérez Tapias. L'elezione è stata ratificata il 26 luglio 2014 al congresso di Madrid.
Leadership
Membri storici che si sono maggiormente distinti
• mwbcqJulián Besteiro
• mwbcyFernando de los Ríos
• mwbcgFelipe González
• mwbcoAlfonso Guerra
• mwbcwPablo Iglesias Posse
• Tomás Meabe
• mwbdaJuan Negrín
• mwbdiFrancisco Largo Caballero
• mwbdqRodolfo Llopis
• mwbdyIndalecio Prieto
• mwbdgJosé Luis Rodríguez Zapatero
• mwbdoRamón Rubial
• mwbdwPedro Sánchez
Glossario del PSOE
• mwbeaBarón. Si riferisce ai leader regionali. Possono essere molto potenti, specialmente se governano una Comunità Autonoma. Ci sono stati numerosi conflitti tra i baroni e il governo centrale. Illustri baroni sono stati mwbeePasqual Maragall (Catalogna), Juan Carlos Rodríguez Ibarra (Extremadura), Manuel Chaves (Andalusia) e José Bono (Castilla-La Mancha, ex-ministro della Difesa). (mwbeuEnrique Barón fu un ministro dell'Industria del PSOE, ma l'omonimia è puramente casuale). Il termine mwbeybarón è più colloquiale che ufficiale, ed è emblematico del grande potere di cui godono tali persone nel Partito.
• mwbegCompañero. L'appellativo che si rivolgono gli iscritti al Partito.
• mwbeoIzquierda Socialista (Sinistra Socialista)cite-ref-25[23] Corrente organizzata dentro al PSOE, oggigiorno molto minoritaria. Storicamente ha rappresentato l'ala più radicale del Partito, e all'inizio ha riunito coloro che durante il XXVIII Congresso del PSOE erano favorevoli al mantenimento del marxismo come ideologia ufficiale. Tra i principali portavoce della corrente spiccano Pablo Castellano (fino al 1987) e Antonio García Santesmases.
• mwbfeGuerristas e mwbfirenovadores. Il guerrismo raggruppa i seguaci dello storico dirigente mwbfmAlfonso Guerra, vicesegretario generale del PSOE durante la leadership di mwbfqFelipe González e vicepresidente del governo tra il 1982 e il 1991. Tra questi, dirigenti di primo piano come Juan Carlos Rodríguez Ibarra, José Acosta e Matilde Fernández. In genere si collocano nell'ala sinistra del Partito, in contrapposizione ai mwbfgrenovadores seguaci di mwbfkFelipe González. Le correnti mwbfoguerrista e mwbfsrenovadora vissero una stagione di massimo protagonismo durante lo scontro sotterraneo tra González e Guerra per il controllo del Partito, che culminò nel XXXIII Congresso Federale (1994) col trionfo dei mwbfwrenovadores capeggiati da González.
• mwbf4Terceristas. Si chiamavano mwbf8terceristas i socialisti favorevoli all'abbandono della Seconda Internazionale (socialista) e all'ingresso nella Terza Internazionale (comunista) dopo il trionfo della mwbgarivoluzione russa e la nascita del mwbgeKomintern.
Simboli
Risultati elettorali
Elezioni legislative
| Anno | Voti | % | +/- | Seggi | +/- | Status |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1977 | 5 371 866 | 29,3 (2.º) | | 118 / 350 | | Opposizione |
| 1979 | 5 469 813 | 30,4 (2.º) | 1,2 | 121 / 350 | 3 | Opposizione |
| 1982 | 10 127 392 | 48,1 ( 1.º ) | 17,7 | 202 / 350 | 81 | Governo |
| 1986 | 8 901 718 | 44,1 ( 1.º ) | 4,0 | 184 / 350 | 18 | Governo |
| 1989 | 8 115 568 | 39,6 ( 1.º ) | 4,5 | 175 / 350 | 9 | Governo |
| 1993 | 9 150 083 | 38,8 ( 1.º ) | 0,8 | 159 / 350 | 16 | Governo |
| 1996 | 9 425 678 | 37,6 (2.º) | 1,2 | 141 / 350 | 18 | Opposizione |
| 2000 | 7 918 752 | 34,2 (2.º) | 3,4 | 125 / 350 | 16 | Opposizione |
| 2004 | 11 026 163 | 42,6 ( 1.º ) | 8,4 | 164 / 350 | 39 | Governo |
| 2008 | 11 289 335 | 43,9 ( 1.º ) | 1,3 | 169 / 350 | 5 | Governo |
| 2011 | 7 003 511 | 28,8 (2.º) | 15,1 | 110 / 350 | 59 | Opposizione |
| 2015 | 5 545 315 | 22,0 (2.º) | 6,8 | 90 / 350 | 20 | Opposizione |
| 2016 | 5 443 846 | 22,6 (2.º) | 0,6 | 85 / 350 | 5 | Sostegno parlamentare e poi Governo |
| 2019 (Apr.) | 7 480 755 | 28,7 ( 1.º ) | 6,1 | 123 / 350 | 38 | Governo |
| 2019 (Nov.) | 6 792 199 | 28,0 ( 1.º ) | 0,7 | 120 / 350 | 3 | Governo |
| 2023 | 7.821.718 | 31,68 ( 2.º ) | 3,7 | 121 / 350 | 1 | Governo |
Elezioni europee
| Anno | Voti | % | +/- | Seggi | +/- |
|---|---|---|---|---|---|
| 1987 | 7 522 706 | 39,1 ( 1.º ) | | 28 / 60 | |
| 1989 | 6 275 552 | 39,6 ( 1.º ) | 0,5 | 27 / 60 | 1 |
| 1994 | 5 719 707 | 30,8 (2.º) | 8,8 | 22 / 64 | 5 |
| 1999 | 7 477 823 | 35,3 (2.º) | 4,5 | 24 / 64 | 2 |
| 2004 | 6 741 112 | 43,5 ( 1.º ) | 8,2 | 25 / 54 | 1 |
| 2009 | 6 141 784 | 38,8 (2.º) | 4,7 | 23 / 54 | 2 |
| 2014 | 3 614 232 | 23,0 (2.º) | 15,8 | 14 / 54 | 9 |
| 2019 | 7 359 617 | 32,8 ( 1.º ) | 9,8 | 20 / 54 | 6 |
| 2024 | 5.290.945 | 30,2 (2.º) | 2,6 | 20 / 61 | |
Note
Annotazioni
cite-note-pcg-231. Presidente della Commissione di gestione del PSOE.
cite-note-242. Presidente della Commissione politica del PSOE.
Fonti
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Collegamenti esterni
• (ES) Sito ufficiale, su psoe.es.
• PSOE (canale), su YouTube.
• citerefdizionario-di-storiaPartito socialista operaio spagnolo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Donald Share, Spanish Socialist Workers’ Party, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgec(CA) Partito Socialista Operaio Spagnolo, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
• mwcg036º Congresso Federale, su 36Congresso.psoe.es.
• mwcg8El Socialista, mensile del PSOE, su elsocialista.es.
• mwchePSOE Europa, spagnoli all'estero, portavoce per l'Europa, su europa.psoe.es. URL consultato il 6 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2006).